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The Mean Side
We Fly Balloons On This Fuel Called (L)
Welcome to my Psychedelic Breakfast.
"...Giacchè, proprio mentre m'identifico sinceramente nell'infelicità dell'altro, ciò che vedo in questa infelicità è che essa si manifesta senza di me e che, essendo infelice di per sé, l'altro mi abbandona: se egli soffre senza che io ne sia la causa, vuol dire che per lui io non conto: la sua sofferenza mi annulla nella misura in cui lo pone fuori dalla mia portata."
*A te, che ho amato.
*A te, che ho cercato di amare.
.
Sono così squallida che non riesco a scindere la mia essenza da voi.
E' tutto un intreccio di livide emozioni.
Ricordi grotteschi.
Felliniani.
La mia cura che non c'è.
[please don't judge me happy until my time has come.]
everything is static.
everything is static.
everything is static.
everything is static.
everything is static.
everything is static.
[Due Cuori, Una Dark Room]*
:
*nota del 15.12.08
Kei prende la funicolare diretta Fuga-Augusteo per la seconda volta nella sua vita.
**nota del 15.12.08
le giornate si dilatano, attimi.
Secoli.
Secondi.
Sguardi.
- - - - - - - - - -
La storia va più o meno così:
"io ho un dolorosissimo peso che mi schiaccia ogni ora di più, da sedici ore a questa parte.
Insomma, sto combattendo un male evanescente.
Tu, hai sempre celato il tuo disagio, sei sempre stata una persona forse aggressiva, ma tanto solare e dolce con me.
Interno.
Stanza illuminata. Pochi oggetti sparsi per l’appartamento.
Musica. Volume basso.
Ci siamo te ed io.
Io e te.
Nella tua tana.
Saresti perfetta nella penombra, incornicerebbe perfettamente lo sguardo lacerato che mi sta fissando.
Non c’è mai silenzio in quella stanza. Vorrei tanto ascoltare l’agonia del filo consumato che ci sta legando in questo preciso istante.
Ma me lo impedisci parlando sulla mia voce già strozzata in gola da un pianto che stenta a esplodere. Poi mi rendo conto che la tristezza non dovrebbe far parte della mia vita in questo momento, ma della tua. Non sto facendo nulla per aiutarti, fragile sagoma esitante.
Ennesimo atteggiamento egoista.
Mi limito ad abbracciarti forte forte.
E mi sento di ghiaccio. Ecco. Sto cristallizzando tutto il rancore e l’odio accumulato nel corso della giornata, per catalizzarlo in un atteggiamento sociale salvifico.
Pronuncio una parola, passerà.
Non è vero perché le cose non si dimenticano. Ma è una parola capace di infondere profonda autostima. Testato.
Tralasciando i miei atteggiamenti autolesionisti e psicolabili, io posso ancora salvarmi.
Lo realizzo in pochi istanti.
Per comprendere il mio stato ho dovuto patire la sofferenza di una persona.
As usual."
Ma grazie a dieu, questa è solo una storia inventata all’1.54 di un mese troppo caotico e oppressivo per essere vissuto come vorrebbe la tradizione liturgica.
Non c’è morale. O meglio.
No, non mi va di dir nulla.
Ho detto troppo questa notte.
Ho raccontato troppo, senza aver parlato di me.
questo è l'ultimo atto e poi fermati
come se fosse la prima volta
questo è l'ultimo atto e poi sognami
questo è l'ultimo atto e poi sognami
incquesto è l'ultimo atto e poi sognami
they told me
[NOTHING IS IMPOSSIBLE]
349 - 163
"Sai Kei, sei una ragazza estremamente educata"
Tu credi?
"Lo noto dai tuoi atteggiamenti, il tuo modo di chiedere le cose agli altri"
Avevo solo bisogno di un accendino.
Dall'alto dei miei vent'anni francamente mi riesce difficile discernere un atteggiamento sbagliato da un atteggiamento adeguato nel contesto in cui mi trovo.
Ma dicevi... Mi trovi estremamente educata?
Può darsi, caro amico occasionale del caffè delle 17.36.
E' facile giudicarmi dai piccoli atteggiamenti ordinari dell'interazione sociale. Sarei la ragazza più dolce, buona, fedele ed educata sulla faccia della terra.
Ma caro amico L., caro amico fuggente, caro sconosciuto dagli occhi onesti e sinceri, grazie a dio tu non conosci il mio lato maldestro e assassino.
Kei è capace di poter dilaniare un cuore in men che non si dica, strappando via l'ultimo alito di speranza dal corpo di un ragazzo innamorato.
Sono vorace, aggressiva e tutt'altro che educata quando si tratta di voler bene.
Amo soffocare la coscienza dello spirito amoroso, annullandola. Amando fino alla sofferenza, per poi dimenticare tutto in un nano secondo.
In poche parole, non so amare.
E per la rabbia divento una persona cattiva, un mostro orribile.
Quell'educazione, nasconde qualcosa.
Ergo ringrazia che non potrò mai innamorarmi di te, altrimenti sarebbe la fine per il tuo piccolo cuore.
Ma tutto questo lo sto solo pensando con un sorriso beffardo stampato sulla faccia mentre ti restituisco l'accendino.
Grazie.

INTERMEZZO
Kei trova un pezzo di carta sul tavolo dell'aula studio.
E' una persona riservata, educata, ma non ce la fa a farsi i fatti suoi e comincia a leggere:
"5.11.08
Oggi ho scoperto che il mondo può essere un posto migliore.
Dopo venti minuti ho cominciato a temere il peggio per le cose troppe belle che stanno accadendo a me e al mondo.
Oggi ho scoperto che tra me e mio padre non c'è dialogo.
L'ho scoperto dopo venti anni di chiacchiere e confidenze con lui.
Oggi ho scoperto che amare porta solo dolore.
Dopo venti giorni mi rendo conto che questa potrebbe essere anche una cazzata scritta sul banco di una liceale..
Oggi ho scoperto che gli studenti universitari se ne fottono dell'azione studentesca che stanno portando avanti solo alcuni ragazzi.
Dopo venti secondi mi sono resa conto che solo alcuni ragazzi sono capaci di monopolizzare il gregge studentesco prendendo decisioni importanti per tutti senza cognizione di causa.
che schifo!"
...but Obama won.
e dobbiamo solo aspettare che il resto del mondo cambi in fretta.
[Short Message Service]
Okt.2008
"(...) Non è necessario che ci sia anche io in questo.
Forse è perchè abbiamo imparato a guardare con più attenzione alle nostre vite che ci sentiamo meno (...)"
Qualcosa di allora manca anche a me.
Perchè in questo momento non ho la minima idea di come si chieda aiuto a qualcuno.
Ho bisogno di una spalla su cui piangere e di cui fidarmi. Vera.
Siete tanti piccoli fantasmi, amici miei. Tanti piccoli fantasmi che mi pensano ogni volta che mi fischiano forte le orecchie prima di addormentarmi.
Mentre mi inoltro lentamente nella mia nuova vita, nuda e indifesa, mi rendo conto di avere tante cose intorno a me.
Non ho bisogno di chiamarmi Fenice.
La mia nuova vita comincia a piacermi, non mi sta ancora stretta.
Ma so che prima o poi dovrò fare i conti con voi, amici fantasmi. E sarà un immenso piacere soffrire come un cane per voi.
Mentre premerete forte le vostre guance sul mio petto freddo per origliare.
Buona domenica.

A Nico.
Ad Angelo.
e a Patrizio.
&
A Bianca
A Francesco
[Nella Resa Il Vanto]
-
"...e alla dolce ragazzina lì, in quel preciso istante, non sembrò opportuno parlare di democrazia dello spirito a quella massa informe e neutrale.
Continuò a sognare.
Continuò finchè non le fece male la testa."
{pagina di quaderno abbandonato
autunno
X 2008
anonimo errante}

[Lisbona è una città romantica]
pubblicato lunedì, 21 luglio 2008, 19:34 in inutilitĂ
[Warum hast du ja keine Ahnung?]
Mi sto ancora chiedendo perchè.
Sono troppe le cose che continuano a non avere senso, mentre i libri sembrano richiamarmi attraverso un'impercettibile quanto sensuale eco.
Dove ho lasciato il cuore ancora non riesco a ricordarmelo.
E' la dura legge della transizione che mi porta a vane speranze.
A vane risposte.
E la verità è che desidero solo quel che non posso avere. Perchè desidero soffrire per le piccole cose come non ho mai fatto.
e allora mi chiedo perchè.
[I wish that they'd swoop down
in the country lane late at night when I'm driving
Take me onboard their beautiful ship
show me the weird world as I'd love to see it
I'd tell all my friends but they'd never believe me]
Io.
Non sono una ragazza da volgare rivista sensazionalistica.
Anche se mi piacciono i gossip. Mi piace bere. Mi piacciono i vestiti.
Amo l’apparenza.
E a volte credo di essere più quella che altro.
Una piccola sagoma di plastica che nel mondo non riesce a starci.
Che avverte quotidianamente il greve peso della realtà e l’incombere delle batoste sempre dietro l’angolo.
In pochi anni sono diventata distratta e superficiale.
Incapace di sfiorare il lieve alito della realtà che mi circondava.
Sono un mostro.
Con emozioni ben poco radicate nel mio cuore.
Vedo la gente che cresce, che cambia, che VIVE.
Ed io sempre nascosta all’ombra, messa da parte, ma per scelta.
Perché è da quando sono piccola che adoro essere diversa.
Incatenata a quel fantasma che non ha intenzione di abbandonarmi finchè non avrà lacerato tutte le mie fragili convinzioni, ogni mio flebile ideale, tutte le mie identità trasparenti.
E così, caro amore mio, che si diventa persone orribili.
Ombre di sé stesse.
Scarti del proprio vivere.
Mentre si fatica tanto, frammento dopo frammento, ad innalzare quel muro di bugie e ostilità che ci fanno credere di essere persone speciali ed intoccabili.
E’ un bisogno impellente che mi dilania da dentro, che mi distrugge fino a far scomparire anche il minimo sorriso nel mio cuore.
Quel gioire per le piccole cose riaffiora solo quando ormai tutto sembra perso.
Scattare fotografie insieme, mangiare un gelato alla frutta mentre il sole lo tortura o aggiustarti la sciarpa quando il vento comincia a graffiare il tuo viso delicato.
Non c’è più niente.
Puff, parole.
Parole e parole e parole. Belle a leggersi.
Ma incapaci di diventare realtà.
Perché ho perso il contatto con la vita, già da molto tempo ormai.
E forse ho fatto in tempo a salvarti dalla tempesta.
Ho costruito una piccola barca di carta e ti ho invitato ad allontanarti dal mio cuore in tempesta.
Sei quasi arrivato a terra, tieni duro.
Chi o cosa ti aspetta non lo so.
Io sapevo cosa stavo abbandonando ma non so a cosa vado incontro.
E’ solo questione di tenacia.
Qui piove ancora, ed ogni giorno che passa mi sento più fragile che mai. Consapevole di ciò, ho avuto il fegato di lasciarti in mare aperto per trovare la via del ritorno.
Io indietro non voglio tornare. E non è per orgoglio, come stai pensando in questo momento. No.
Mi sto mettendo alla prova.
Non conosco ancora l’esito anche se la luce mi appare ancora tanto lontana.
Tanto tanto lontana.
Ma non per questo sono una perdente.
Sono solo una persona orribile, pigra e codarda.
C’è quella piccola Kei, dolce e ingenua che urla e si dimena dentro.
Col tempo, se Dio vuole, imparerò tante cose.
Da sola.
O in compagnia. Non lo so.
Per sono così.
Persa nell’oblio delle cose non dette, delle cose dette troppo in fretta e in modo sbagliato; mentre ti guardo dalla riva scura allontanarti attraverso il livido mare burrascoso.
Per favore non voltarti.
Per favore non farlo.
Non abbandonare mai la strada maestra.
Non piangere mai, piangere è da perdenti come me.
Ancora un po’ di pazienza e arriverai sano e salvo a casa.
Si sta facendo sera e qui tutto va bene.
Tutto va bene.
Va bene.
Luglio 2008

[No matter how it ends.
No matter how it starts.]

martedì. 17 giugno 2008. m i l a n o.
kei was there (there).
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